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Missioni Archeologiche in Emilia-Romagna

Area privilegiata delle ricerche, dai siti di Marzabotto, Monte Bibele, Classe, e della Romagna anno dopo anno si vengono aggiungendo fondamentali tasselli alla ricostruzione storica del nostro Paese e alla valorizzazione del nostro patrimonio culturale

Come per il resto d'Italia, gli scavi archeologici e le ricerche topografiche in Emilia-Romagna spaziano dalla preistoria e protostoria alla fase propriamente italica - con le civiltà etrusca e romana illuminate dall'esplorazione di siti chiave per le comunicazioni della Penisola - alle fasi tardo antica e medievale. Dai siti di Marzabotto, Monterenzio, Monte Bibele, Classe, e della Romagna anno dopo anno si vengono aggiungendo fondamentali tasselli alla ricostruzione storica del nostro Paese e alla valorizzazione del nostro patrimonio culturale.

Classe (RA)
La cattedra di Archeologia Medievale dell’Università di Bologna ha da alcuni anni avviato una serie di indagini stratigrafiche nella zona della città antica di Classe, in collaborazione con la Soprintendenza per Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna
Galeata (FC)
Area del cosiddetto "Palazzo di Teoderico". Studiato negli anni quaranta da una équipe della sezione romana dell'Istituto Archeologico Germanico, il sito di Galeata (Forlì-Cesena) dal settembre 1998 è oggetto di ricerche del Dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna, sulla base di un programma pluriennale concordato con la Soprintendenza Archeologica dell'Emilia-Romagna e l'Amministrazione Comunale di Galeata.
Monterenzio Vecchio e Monte Bibele (BO)
Le ricerche sul Monte Bibele (frequentato dal V al III sec. a.C.) si sono svolte nell'area dell'abitato di Pianella di Monte Savino, in quella del sepolcreto (Monte Tamburino) e all'estremo lembo sud-orientale di quest'ultimo, in una zona denominata "Le Pozze". Da qui, le indagini sono state trasferite nel sito di Monterenzio Vecchio, che conserva testimonianze che vanno dalla media età del Bronzo al III sec. a.C.
Marzabotto (BO)
La cattedra di Etruscologia dal 1988 è presente con scavi sistematici a cadenza annuale ai quali partecipano studenti di ogni livello e preparazione. L’approccio didattico finalizzato alla formazione di archeologi si coniuga con la sperimentazione che fa di questo scavo storico il campo di applicazione di nuove tecnologie, specie nel campo della geofisica.
I castelli della Romagna
I castelli sono una delle eredità più importanti e diffuse che il Medioevo ha lasciato al paesaggio italiano. La comparsa di queste fortezze coincide con un periodo di grande ripresa economica dell’intero continente (il X secolo) e, allo stesso tempo, di notevole instabilità e riorganizzazione dei poteri locali.
Rontana (RA)
Lo scavo del castello di Rontana è un progetto avviato dal Dipartimento di Archeologia nel 2007, in collaborazione con il Comune di Brisighella e il Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola. Il sito, fondato nel X secolo, è uno dei principali casi di studio per l’incastellamento in Romagna
Solarolo (RA)
L'abitato dell'età del Bronzo di Via Ordiere. A seguito della convenzione tra Università degli Studi di Bologna, Comune di Solarolo e Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, sono riprese le ricerche archeologiche sul sito dell’età del Bronzo di Solarolo, via Ordiere.

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Bandi per scavi e progetti di ricerca
Le proposte di collaborazione alle missioni di scavo e ai progetti di ricerca del Dipartimento