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Scoperta ad Assuan la tomba di una donna incinta risalente a 3700 anni fa

AKAP– Missione Archeologica nella regione di Assuan-Kom Ombo
Università di Bologna e Yale University
Direttori: Maria Carmela Gatto e Antonio Curci

Comunicato Stampa

La missione congiunta dell’Università di Bologna – Dipartimento di Storia Culture Civiltà e della Yale University, diretta da Maria Carmela Gatto e Antonio Curci, ha scoperto ad Assuan la tomba di una donna incinta e del suo feto, risalente a 3700 anni fa. La sepoltura, datata al Secondo Periodo Intermedio (c. 1750-1550 a.C.), è stata scoperta quasi intatta in una piccola necropoli utilizzata da genti nomadi che provenivano dai deserti a sud dell’Egitto, nella regione nubiana.

Al momento della morte la donna doveva avere intorno ai 25 anni ed era giunta al termine della gravidanza; il feto, infatti, era di circa 38-40 settimane. Lo scheletro del bambino e’ stato ritrovato tra le ossa pubiche della donna, a testa in giù,  in posizione per la nascita. Questo fa supporre che entrambi siano morti durante il parto. Lo studio preliminare dello scheletro della madre ha evidenziato un disallineamento delle ossa pelviche dovuto ad un trauma, con ogni probabilità una caduta che ha causato una frattura  del bacino stesso poi ricompostosi male. Questa malformazione potrebbe aver creato problemi nelle fasi cruciali del parto che hanno portato alla morte prematura della donna e conseguentemente del feto.

Il corpo della donna è stato trovato all’interno di una tomba a fossa in posizione rannicchiata sul fianco destro e avvolto in un sudario di pelle animale. Il corredo funebre era composto da una piccola giara di manifattura egiziana, da una ciotola di produzione nubiana con superficie rossa e interno nero, e da numerosi frammenti di guscio di uova di struzzo, molti dei quali semilavorati per la produzione di perline. Il significato di questa ultima offerta non è chiaro, si può ipotizzare che le perline fossere lavorate dalla donna e vennero sacrificate dalla famiglia in sua memoria.

In Egittologia questi gruppi nomadi sono conosciuti come la cultura Pan-Grave, ovvero della ‘tomba a padella’. Il nome fu coniato più di un secolo fa da Flinders Petrie, il padre dell’archeologia egizia, il quale riteneva che la forma del circolo di pietre che completava la sepoltura in superficie assomigliasse a una padella.

La missione archeological italo-americana lavora dal 2005 nella zona a nord di Assuan e nel deserto a est di Kom Ombo ed è particolarmente interessata allo studio delle popolazioni di origine nubiana stabilitesi al confine meridionale dell’antico Egitto, nella regione della prima cataratta del Nilo.

Lo scavo della necropoli già saccheggiata e recentemente danneggiata da espansione edilizia, è stato effettuato in collaborazione con il Ministero delle Antichità Egiziano e possibile grazie al contributo della Gerda Henkel Foundation, del Ministero degli Affari Esteri e dell’Università di Bologna.

Pubblicato il 19 novembre 2018